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Bonus prima casa e immobili in costruzione: residenza entro 18 mesi dal rogito

(Tratto da Quotidiao Ipsoa)

Ai fini delle agevolazioni prima casa, anche in caso di immobili in corso di costruzione il termine di 18 mesi richiesto dalla legge per il trasferimento della residenza nel comune in cui è situato l'immobile acquistato decorre dalla data di registrazione dell’atto pubblico di acquisto. È quanto ribadito nel corso del question time in risposta all’interrogazione n. 5-08887, con cui si proponeva di individuare quale dies a quo la data di rilascio del certificato di agibilità dell'immobile.

Condizione necessaria per usufruire delle agevolazioni prima casa è che l'immobile sia ubicato nel territorio del comune in cui l'acquirente ha o stabilisca la propria residenza entro 18 mesi dall'acquisto.
Nel caso di acquisto di un immobile in corso di costruzione, la Corte di Cassazione, con recenti sentenze, ha avuto modo di precisare che non costituisce causa di forza maggiore la mancata ultimazione di un appartamento in costruzione, con la conseguenza che il mancato trasferimento della residenza nel comune in cui è situato l'immobile acquistato, nel termine di 18 mesi, costituisce l'inadempimento di un obbligo del contribuente, che determina la decadenza dal beneficio prima casa provvisoriamente accordato.
In particolare, la Corte di Cassazione ha affermato che
- la realizzazione dell'impegno di trasferire la residenza, che rappresenta un elemento costitutivo per il conseguimento del beneficio richiesto e solo provvisoriamente concesso dalla legge al momento della registrazione dell'atto, costituisce, quindi, un vero e proprio obbligo del contribuente verso il fisco, obbligo che va rispettato, pena la decadenza dall'agevolazione, pure da parte dell'acquirente di un immobile in corso di costruzione, non essendo ravvisabili, in assenza di specifiche disposizioni normative, plausibili ragioni per differenziare, ai fini della fruizione dell'agevolazione in esame, il regime fiscale di siffatto acquisto rispetto a quello di un immobile già edificato, tenuto conto del congruo margine di tempo concesso dal legislatore ai fini dell'attuazione della destinazione dichiarata in seno all'atto (sentenze n. 7067/2014 n. 20042/2015);
- l'unica deroga ammessa all’obbligo di trasferire la residenza è costituita dalla “sopravvenienza di un caso di forza maggiore e cioè di un ostacolo all'adempimento dell'obbligazione caratterizzato dalla non imputabilità alla parte obbligata e dall'inevitabilità ed imprevedibilità dell'evento” (sentenza n. 14399/2013).
- non integra l'evento inevitabile ed imprevedibile (e, dunque, una causa di forza maggiore), la mancata ultimazione di un appartamento in costruzione, atteso che, in assenza di specifiche disposizioni, non vi è ragione di differenziare il regime fiscale di un siffatto acquisto rispetto a quello di un immobile già edificato” (sentenza n. 5015/2015).
I comportamenti tenuti dagli uffici dell'Agenzia delle Entrate che hanno inviato avvisi di liquidazione per recuperare l'indebito utilizzo delle agevolazioni prima casa, qualora gli acquirenti degli immobili in costruzione non abbiano provveduto a trasferire la residenza nel comune della relativa ubicazione entro 18 mesi dalla registrazione dell'atto pubblico di acquisto, devono ritenersi coerenti con la normativa di riferimento, così come interpretata dalla giurisprudenza di legittimità.

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